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Il Parco delle Mura
Il Giardino Botanico
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Un percorso tra passato e presente

Orto Botanico - Veduta
Orto botanico - Veduta

Il carattere del giardino è “misto”. La regolare scansione delle piccole aiole dell'erbario s'inquadra in un assetto paesaggistico che si sviluppa lungo il confine della fortificazione fino al vertice estremo del lotto, concludendosi con la canalizzazione e il laghetto delle collezioni idrofite. Tale sistemazione rispecchia non solo le esigenze tassonomiche e funzionali della coltivazione, ma anche le istanze estetiche del giardino ottocentesco.

L'organizzazione dell'Orto, che deve contenere molte e svariate specie, si divide in diverse zone specialistiche: la montagnola, le serre, la scuola di botanica, l'arboreto, l'idrofitorio.

L'ingresso fiancheggia il sotterraneo del bastione di San Regolo costruito sulle strutture dell'antico Cavaliere della cortina cinquecentesca secondo il progetto di Pietro Vagnarelli di Urbino, tra il 1600 e il 1605 (la data di costruzione è ricordata nel cartiglio posto sull osperone del baluardo stesso). Un'ampia galleria voltata – al cui ingresso si trova la biglietteria - immette nelle antiche sale d'armi con le relative polveriere, diramandosi verso le piazze di levante e di ponente, oggi suggestivi boschetti chiusi tra le cortine e le cannoniere. Al piano superiore, in corrispondenza del camminamento delle mura, la casermetta di San Regolo (1607) accoglie una serie continuativa di funzioni culturali e didattiche.

Orto Botanico - Le serre
Orto botanico - Le serre

Ritornando all'ingresso, si incontra il primo nucleo botanico: la Montagnola artificiale per la coltivazione della flora tipica dell'Appennino, oltre la quale si sviluppa l'asse centrale dell'Orto in uno scenario di alberature monumentali, sullo sfondo delle serre. Queste si snodano lungo il confine col complesso di San Micheletto (oggi centro culturale e universitario). La loro architettura dichiara le diverse fasi costruttive, dall'edificio ottocentesco in muratura, parte del quale ospita la collezione di succulente, alle serre di fine Novecento che ospitano le collezioni di piante tropicali, fino a quelle più recenti, completate nel 2003, che rompono la linearità dell'asse per formare uno spazio coinvolgente e multifunzionale.

Le nuove serre occupano una vasta area centrale, in prossimità di una vasca poligonale ornata di una sfingte in pietra.
Lungo la direttrice principale che collega il laghetto con l'antico ingresso si trovano l'arboreto, formato da esemplari secolari, e la scuola botanica.

Nella Scuola botanica, le piante sono classificate metodicamente in relazione alle necessità tassonomiche; lungo il muro di divisione tra la Scuola botanica e l'Arboreto si coltiva una collezione etnobotanica illustrativa delle specie erbacee selvatiche di interesse alimentare nella tradizione lucchese.

Tutti i viali confluiscono nella zona più misteriosa e suggestiva dell'Orto, nella punta estrema del lotto triangolare, con il laghetto e un'eccezionale collezione di igrofite. Vi si accede anche attraverso sentieri ombrosi, piccoli ponticelli, tra la fitta vegetazione arborea: una sorta di labirinto tra terra, vegetazione e acqua. In prossimità del laghetto, lungo il muro di cinta si apre l'accesso al giardino dell'ex Convento di San Micheletto che può offrire nuovi percorsi di visita legati alla cultura dell'hortus di tradizione monastica.