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L'orto botanico
nel Parco delle Mura
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| Orto botanico - Veduta |
L'orto botanico lucchese nasce in una nicchia storica molto particolare:
tra il bastione di San Regolo, gli orti del convento di San Micheletto e
i giardini dei palazzi costruiti per la corte di Elisa ai primi del XIX
secolo. Dunque, un'area fortemente connotata e già tradizionalmente destinata
alle funzioni ludiche (si ricorda che era questa la zona nella quale si
praticava il "gioco del pallone"), che rende l'Orto di Lucca "giardino"
pubblico, luogo segreto di raccolta e di studio nel più ampio contesto del
Parco delle Mura.
La sua stessa storia, coi curatori che si sono avvicendati
a partire dal primo ventennio dell'Ottocento, ha tracciato un percorso culturale
polisemantico, testimoniato dalle collezioni vive, dalle riproduzioni di
gesso, dagli erbari, dalla biblioteca. Tale patrimonio si arricchisce grazie
a una vivace attività di ricerca, promozione e didattica, alle relazioni
interdisciplinari avviate tramite esposizioni tematiche e mostre mercato
come Murabilia,
legate tra loro dal filo rosso di una coltura/cultura aperta al godimento
della comunità non soltanto locale.
Rigore scientifico, dunque, e coinvolgimento estetico a tutto tondo. È su
questa duplice valenza che l'Opera delle Mura fonda le strategie
di valorizzazione e di sviluppo dell'Orto di Lucca come "museo laboratorio"
della botanica, dove la ricerca e la catalogazione interagiscano con la
complessità dei temi connessi con la conservazione del patrimonio botanico
delle Mura e del territorio.
C'è infine un aspetto che rende l'Orto botanico
di Lucca un sito speciale rispetto ad altri: il suo svilupparsi tra spazi
aperti e chiusi, incuneandosi nei percorsi segreti dei sotterranei per rivelarsi
dall'alto del camminamento sulle mura, schermato dalle fronde degli alberi.
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